Cinedanza/programma sabato

Sabato 26 ottobre 2019

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ore 17:30 – Corpo e pixel nella videoarte italiana (2010-2020)
incontro con Piero Deggiovanni

La video arte ha sempre mantenuto un rapporto diretto con il corpo, tuttavia, la ricerca in ambito audiovisivo, in questi ultimi dieci anni, grazie alla digitalizzazione e alla post produzione, si stacca definitivamente dalle ricerche e dalle esperienze dei decenni trascorsi verso suggestive ibridazioni tra corpo e pixel.

Verranno proiettate le seguenti opere:
Pagan Inner; Concert for Shadows 1-14 (di Alessandro Amaducci)
Timepulse, Single#Double#Triple (del collettivo APOTROPIA)
The Struggle of Power, the Fox and the Wolf (di Elena Bellantoni)
Family (di Elisabetta Di Sopra)
Camera Coreografica, Quadri, Red – Variations on a Dance Theme, Ritratto (di Jacopo Jenna)
Pictures from Morbid Anatomy, I Sing the Body Electric_BorderSkin, I Sing the body Electric_Merger, I Sing the Body Electric_Skin by Skin, Partorir(si), Reverse Metamorphosis, Uncalled for Anatomy (di Eleonora Manca)

ore 19:30 – buffet a cura di Fusorari

ore 20:30 – Come nasce un videodanza. Tra arte e paesaggio.
incontro con Salvatore Insana (Dehors/Audela)

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Verrà presentato il loro film “APORIA

APORIA è il primo esito di una ricerca sull’esitazione come condizione psico-fisica e come atteggiamento che si oppone all’arroganza del sapere sempre dove andare/cosa fare/cosa dire. L’aporia (ἀπορία), un concetto caro alla filosofia greca, indica l’impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema. In un tempo in cui la possibilità di esercitare il dubbio è stata compressa e la retorica del parlar chiaro sembra lasciare aperte solo due sole possibilità: dire sì, oppure dire no, con APORIA si investiga, piuttosto, il momento in cui si resta arenati, impigliati nel “frattempo”, nella biforcazione, nell’esitazione in cui ci si sottrae al racconto per valutare sul “se” e sul “come” orientarsi nel prosieguo dell’azione.

ore 21:30 – inizio proiezioni

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regia Abby Warrilow, Lewis Gourlay con Joanne Pirrie direttore della fotografia Andrew Begg compositore Callum Rankine editor & VFX Artist Lewis Gourlay

Una ragazza fa un’escursione attraverso la brughiera remota. Su una collina in lontananza, sorge un edificio solitario, che scopre che è una sala scolastica abbandonata da tempo. Un piccolo sole penetra nel vetro sporco. Un pianoforte verticale si trova nell’angolo lontano.
Si toglie gli stivali infangati e con sicurezza nella sua andatura, si dirige verso il piano e lo tira da un angolo. Le ruote arrugginite sono bloccate e si articola, creando un arco. Una linea è scolpita in strati di polvere compattata e le antiche schegge del pavimento in legno col peso dello strumento…

002_insta_HicetNunc

regia Emma Cianchi coreografia Angelo Parisi musica Lino Cannavacciuolo costumi Danilo Rao operatore steadicam Matteo Cinque fotografa di scena Federica Capo

Hic et nunc, frase usata da diverse correnti filosofiche, assume varie sfumature di significato tutte riconducibili a un semplice pensiero: tutte le nostre azioni avvengono qui e ora, nell’immediatezza del presente; il passato e il futuro, comunque importanti, sono ricordi, il tempo scorre inesorabile e la vita è qui e ora. Una linea retta, un luogo abbandonato in cui risuona la vita passata, un piano-sequenza per dire che il presente è l’unica dimensione in cui si vive veramente.

003_insta_Echoes

regia Luisa Lazzaro con Leo Clarke, Omari Carter direttore della fotografia Diego Rodriguez coreografi Omari Carter, Leo Clarke, Luisa Lazzaro musica Alex Stoloff

Un uomo rivive e riflette sul ricordo di uno degli attentati del 7 luglio 2005 a Londra, quando aveva 15 anni.

“Con Echoes la mia intenzione era quella di realizzare un videodanza con un approccio documentario (il film si basa sull’esperienza di vita reale del protagonista adulto del film). Volevo invitare il pubblico a riflettere su come la prospettiva individuale influisce sugli altri e come questa si aggiunge al ricordo collettivo”.

004_insta_Janca

regia Vincenzo Ricca
con Vincenzo Ricca e Annalisa Di Lanno

Un contadino che tra i suoi campi verdi e gialli parla a sé stesso, cercando qualche risposta dal più profondo della sua anima e tormentato dalla sua coscienza chiede perdono alla vita

005_insta_alteridem

regia Kim Karpanty coreografa e performer Joan Meggitt compositore Greg D’Alessio violino Sarah Blick operatore video Conner Childers

È facile perdersi, perdere di vista sé stessi e vagare. Bisogna orientarsi, guadare attraverso il pensiero e la sensazione. Il secondo sé è un amico fidato o uno stato alterato? Che la vista sia intima, ostruita o distante, l’armatura è evidente, che si avvolge su se stessa mentre scivola dentro e fuori dalla vista. C’è una via d’uscita o d’entrata? Qual è il vero sé?

006_insta_Stages

regia Angela Rosales Challis danzatore e coreografo Chang Liu

Un videodanza animato che estrae le emozioni negative che la società ci ha insegnato a nascondere.
Questo progetto si è sviluppato attraverso la danza e l’improvvisazione della telecamera basata su una poesia. Chang Liu, cinese, queer, ballerino eccezionale, è in grado di esplorare quelle emozioni con potere e sensibilità.

“Questo pezzo sperimenta con il movimento della telecamera che è determinato dal danzatore, un pezzo che non si basa sulla musica, coreografie che estraggono forti emozioni”.

007_insta_MASS

regia Fu LE, Adrien Gontier con gli allievi della Danse En Seine Association coreografo Fu LE direttore della fotografia Adrien Gontier operatore steadicam Fabienne Roussignol editor Camille Guiot

MASS è pianosequenza di 10 minuti girato a Parigi. Il progetto è stato inserito nei seminari coreografici di Danse en Seine, e coinvolge 40 ballerini dilettanti. Le immagini della folla appaiono sempre più spesso e simboleggiano gli attuali sconvolgimenti in tutto il mondo, evocando alternativamente feste, migrazioni, manifestazioni, raduni o semplicemente la vita quotidiana delle grandi città. Abbiamo lavorato così sulla massa, con tutta l’ubriachezza che può ispirare. Abbiamo confrontato l’individuo con i movimenti della folla, al fine di osservare come resiste o si immerge.

008_instaLessDense

regia Pia Lauritz con Jo Lloyd, Emma Riches fotografia James Lauritz musica Miro Lauritz canto Isadora Lauritz

Due donne resistono,
pronte per essere guardate.
Radici che crescono in agili strutture,
siamo più morbide del tuo sguardo
e pronte per essere schiacciate.

 

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