Formazione

Un nuovo tipo di formazione

Per la stagione 2019/2020 i laboratori diventano “Cammini”

 

Abbiamo scelto di proporvi un’esperienza.
Si chiamano Cammini e non “laboratori” perché poniamo attenzione alla durata del percorso, perché in un cammino ci si apre a ciò che s’incontra e lo si ingloba nella propria esperienza.

Teatro e danza cominciano innanzitutto se c’è relazione.
E’ attraverso il cammino che si costruiscono relazioni, e sono queste che creano comunità.

Una formula innovativa rispetto ad altri laboratori:
sono previste agevolazioni per le stagioni dei teatri Drama, Storchi, Passioni e Auditorium di Zola Predosa.
Faremo anche delle soste necessarie allo sviluppo del lavoro, momenti di condivisione e ascolto reciproco.


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Cammino verso il teatro

Prime indicazioni: mercoledì 25 settembre, ore 21, Drama Teatro
Guida: Magda Siti

“Andare verso” significa avere una direzione, avere la curiosità di scoprire cosa c’è lungo il cammino e non dare importanza solo all’ultima tappa.

Un testo letterario o teatrale porta alla luce uno specifico “clima scenico” e spinge a indagare delle “zone di azione”.
Attraverso brevi narrazioni orali, esercizi di composizione, scrittura e gestualità, accompagneremo il gruppo a capire cos’è una relazione all’interno di una situazione, come conquistarla sulla scena.
Prima di parlare di interpretazione, si dovranno integrare le parole con l’esperienza vissuta dalla corporeità.


Cammino coreografico

Prime indicazioni: sabato 28 settembre, ore 11, Parco della Resistenza
Guida: Marianna Miozzo

Il cammino coreografico ci orienta verso la poetica dello spazio, del luogo e del paesaggio. È un gruppo di lavoro che si impegna a percorrere un viaggio che ha inizio dall’osservazione del proprio immaginario corporeo e fa esperienza delle sue potenzialità di comunicazione con l’esterno. Il gruppo si perderà nei dettagli del corpo così come in quelli dei luoghi per affinare lo sguardo, per poter cogliere con maggiore sensibilità la dimensione corporea della città e quella paesaggistica del corpo. Il programma si sviluppa attraverso delle pratiche sul corpo che si alternano tra lavoro in sala e in spazi esterni della città. Durante il cammino sono previsti interventi e incontri con esperti e artisti che possano nutrire l’esperienza guidata da Marianna Miozzo.

Il gruppo di lavoro sarà invitato a partecipare ad alcune azioni performative nell’ambito di Carta Coreografica progetto ideato e diretto da Marianna Miozzo che si svilupperà nell’arco dell’anno.


Cammino per l’infanzia

Per bambini dai 6 ai 9 anni
Guida: Carlo Alberto Togni

La dimensione creativa del canto dei bambini rimane spesso sommersa. Quando giocano esplorano le sonorità, inventano canzoni e rielaborano esperienze vissute in prima persona.

I bambini creeranno canzoni e movimenti, ispirati dalle proprie ombre e da quelle di vari oggetti proiettate sulle pareti.


Lezioni di Metodo Feldenkrais®

Prima Lezione: lunedì 14 ottobre
Tutti i lunedì dalle 17:00 alle 18:00
Guida: Teri Weikel

Questa pratica induce una metodologia in continua evoluzione, è un approccio che espande il repertorio di movimento di una persona, accresce la consapevolezza, migliora le funzioni del corpo e mette in grado la persona di esprimere sé stessa a pieno.


Come mi iscrivo?

Chiamaci o manda una mail, saremo felici di rispondere a tutte le tue domande.

Serve una tessera?

Sì, per tutti i Cammini è obbligatoria la tessera Arci.
Vale come assicurazione personale, costa 10€ (5€ per i minori) ed è valida fino a ottobre 2020. Permette anche di avere sconti per cinema, librerie, teatri e negozi in tutta Italia.

Cosa offriamo in più?

Tutti i partecipanti ai Cammini avranno diritto a

  • ingresso a 3€ per gli spettacoli della stagione Drama La corsa di fuochi 2019/2020
  • biglietto ridotto per gli spettacoli della stagione dell’Auditorium Spazio Binario di Zola Predosa
  • sconto del 50% per 6 spettacoli* a scelta della stagione Storchi/Passioni
sono esclusi Stati e imperi della Luna; Circus Abyssinia; Momenti di trascurabile (in)felicità; Radio Clandestina e Istruzioni per diventare fascisti


Training per performer

Tutti i venerdì mattina dalle 10:30 alle 12:00
Conduce: Marianna Miozzo
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Le lezioni hanno un approccio esperienziale al movimento e alla composizione coreografica sulle basi di princìpi anatomici, spaziali e di relazione.
Il training è rivolto a performer e a chi pratica discipline legate al movimento.

 

 

 



LABORATORI PASSATI



Coreografie di quartiere / summer workshop

Il laboratorio di danza sitespecific condotto da Marianna Miozzo prosegue nella forma del workshop intensivo.

21-22-23 giugno 2019

Gli spazi si misurano, i luoghi sono anche temi dell’accumulazione del passato. Pensati in questo modo, i luoghi sono essenzialmente spazi di incontro che vivono di sovrapposizioni, di co-presenze. Il luogo dunque è una realtà che va compresa, insieme allo spazio, attraverso la visione delle persone che gli hanno attribuito e gli attribuiscono un valore.


Limbo del Pacifico

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Riccardo Palmieri di Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare e Stefano Vercelli di Drama Teatro, hanno proposto 2 incontri settimanali di lavoro per la realizzazione di uno spettacolo teatrale che avrà come base testuale il romanzo Venerdì o il limbo del pacifico di M. Tournier una rilettura del Robinson Crusoe di Defoe.

Primo gruppo (Robinson)
docente: Riccardo Palmieri
quando: martedì e giovedì di ogni mese, dalle 20:30 alle 23:30
dove: Čajka Teatro, via della Meccanica 19 (Modena)

Secondo gruppo (Venerdì)
docente: Stefano Vercelli
quando: lunedì e mercoledì dalle 20:30 alle 23:30
dove: Drama Teatro, via Buon Pastore 57 (Modena)

Il testo

Tournier ribalta i ruoli proposti da Defoe nel suo Robinson Crusoe, se Robinson incarnava la ragione nobilitando la ratio e a Venerdì era affidato il lato selvaggio e istintivo dell’uomo Tournier, con gioco di specchi, mostra come Robinson dopo un lungo processo non solo diventerà allievo di Venerdì ma alla fine sarà per lui come un fratello.

Diversi temi si incrociano nel lavoro dello spettacolo

– Il conflitto fra uomo e natura: l’uomo che assoggetta la natura e la trasforma per il suo utile.
– La trasformazione: Robinson diventa colui che non più dirige e organizza le cose, ma colui che impara e apprende.
– La relazione con l’altro: il diverso Venerdì considerato all’inizio come l’inferiore, l’animale, il bambino, fino a comprenderne l’innocenza allo stato puro, la capacità di una carità verso tutte le forme viventi, che simile al fanciullo, gioca con il mondo facendolo e disfacendolo, che conosce l’essenza di gioco della vita e sa rivelare la fraternità tra creazione e distruzione.
Ricreare sé stessi: Robinson che abolirà il suo vecchio “Io” dominatore e tornerà miracolosamente giovane.
– Il gioco: le strutture ludiche per ritrovare “momenti di innocenza”.


Danza – laboratorio di pratica permanente

Tutti i lunedì dalle 18 alle 20, tenuto da Marianna Miozzo

Acquisire personalmente conoscenza, fare esperienza di un percorso di ricerca sul corpo
per indagare possibilità inesplorate di movimento. La tecnica è uno strumento fondamentale per ampliare la percezione, il corpo è un fascio di forze in costante movimento. Tutto uno spazio da esplorare, moltitudini che si muovono e che si sovrappongono.
Il laboratorio si sviluppa sulle basi della tecnica floorwork, nozioni di partnering e pratiche d’improvvisazione. Condotto da Marianna Miozzo danzatrice, docente, coreografa.
Ai partecipanti al laboratorio sono offerte agevolazioni sugli spettacoli e gli incontri legati a danza e drammaturgia della rassegna La corsa di fuochi, workshop ed eventi promossi da Dancewoods e Artisti Drama nel corso dell’anno.


Per non recitare – laboratorio di teatro per amatori (chiuso)

Tutti i giovedì dalle 20:30 alle 22:30, tenuto da Stefano Vercelli

Si cercherà, nel tempo degli incontri, di arrivare in scena ad “essere” e non a sembrare o apparire. Qui di seguito due pensieri di Peter Handke tratti dalla piece teatrale Il gioco del chiedere del 1989 nella quale è esplicitata piuttosto bene la direzione che avrà il lavoro:

«Quand’ero studente, andavo spesso a teatro, e mi dava talmente sui nervi che mi sono messo a scrivere dei lavori teatrali. Mi irritava quel modo di raccontare le storie, quel far finta di, quella maniera di abusare dello spazio, delle voci, dei gesti, dei movimenti, dei costumi».

«Quando scrivo per il teatro ho sempre in testa questa visione: uno spazio, degli esseri umani, gli attori.  Io amo molto gli attori di teatro, penso spesso a loro, è un popolo.
Mi domando: cosa vogliono? Hanno qualche desiderio? Gli attori sono spesso molto intelligenti, molto teneri, e al tempo stesso infantili, ingenui. Quando scrivo delle piece penso agli attori, e a me stesso come spettatore. Vedo quello spazio li vuoto che è un poco a mia disposizione. Lo amo molto. Vorrei rinnovarlo, no, ritrovarlo, è la parola giusta. Ma non cerco di fare del teatro sperimentale, quello non mi attira per niente. Vorrei ritrovare una naturalezza. Qualche volta è possibile».

Per iscrizioni: info[at]dramateatro.it