Formazione

Laboratori stagione 2021/2022

La centralità del minuto

Primo incontro lunedì 25 ottobre, ore 21:00

Il percorso che si intende intraprendere con questo laboratorio parte dalla riflessione sul tempo che ci circonda, che passa o quello che rimane in noi.

Il laboratorio/progetto di ricerca è rivolto a coloro ai quali interessa raccontare una storia e soprattutto di “giocare” con le contraddizioni dell’animo umano nel rapporto che questo ha con il “tempo”.

L’idea è quella di offrire uno spazio di sperimentazione che sia in grado di analizzare il concetto del “tempo” contrapposto al concetto di “durata” nel tentativo di riscoprire l’essenza stessa dell’istante vissuto.

Primo passo

Cosa sta succedendo? Chi è? Dove si trova?
Quanti anni potrebbe avere? E cosa leggi sul suo volto?

Parti da qui, da questa immagine e da queste domande. Elabora un inizio di progetto usando solo 60 parole. Puoi produrre un canovaccio, un dialogo, una registrazione, un’immagine…
Ricorda che nessuna possibilità è sbagliata a parte quella di non venire!

Il primo giorno porta un oggetto che secondo te ha a che fare con il tempo o con ciò che l’immagine qui sopra ti ispira. Il materiale prodotto sarà oggetto di studio e confronto con gli altri elementi del gruppo e sarà il germe di partenza su cui ognuno costruirà una propria drammaturgia.

Chi conduce il percorso

Damiana Guerra collabora con la compagnia Nogu Teatro di Roma (la cui collaborazione nasce con la rappresentazione del suo “Santificatemi” all’interno del NopS Festival di maggio 2015). Grazie alla rivista Perlascena pubblica sulla rivista Krapp’s Last Post il suo “Ti amerò per sempre” e il suo “P.Butterflies”. Sempre su Perlascena, pubblica il suo “Espulsione spontanea del feto”. Il 15 febbraio 2019, a Teatrosophia di Roma, debutta “Eva”, tratto da “Il Diario di Eva” di M. Twain, con Ilaria Manocchio per Nogu Teatro. A marzo 2019, pubblica “Medea in tredici volte A per diciassette volta B” sulla collana di Drammaturgia contemporanea SCENAMUTA, edizioni Progetto Cultura, con la prefazione di Letizia Russo. Nel 2019 vince il premio teatrale La clessidra con il suo “Torna da me”, pubblicato a marzo 2021 sulla collana di Drammaturgia contemporanea SCENAMUTA, edizioni Progetto Cultura, con la prefazione di Stefano D’Angelo. A gennaio 2020, pubblica i suo “Compleanno di un suicida” nel primo volume di “Corti – La scena nova”, edizione Alpes Italia. A marzo 2020, per la collana digitale di Drammaturgia Contemporanea “Opere da tre soldi” pubblica il suo “Ipotesi di una Medea”.  A luglio 2021 arriva finalista alla Biennale Teatro di Venezia per il bando autori under 40. Il 19 settembre 2021, all’interno del Festival Filosofia di Modena, debutta il testo “90 minuti di libertà” scritto a quattro mani con il drammaturgo e attore Giuseppe Piccione di Kàos Teatri. Laureata in filosofia, ama il nero profondo, i gatti. E odia i dolci.

Marco Massarotti nasce alle 5.55 del 1982 in quel di Montagnana. Fino alla maggiore età vive in Abruzzo. A Forlì si laurea in Ingegneria Aerospaziale ed Astronautica e frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Discipline e Tecniche dello spettacolo dal vivo e partecipa a diversi stage con maestri come Albertazzi, Hartman e Alschitz. Nel 2009 diventa attore professionista. Negli anni lavora in diversi contesti sul territorio nazionale tra cui la compagnia Terrateatro di Giulianova, Il Teatro Potlach di Fara Sabina, Il Teatro Stabile d’Abruzzo, Cajka Teatro d’Avanguardia Popolare e altri… Dal 2014, oltre al lavoro teatrale e formativo, intraprende un percorso nell’ambito delle arti visive attraverso installazioni, disegni e dipinti che lo portano ad attraversare temi come il silenzio, la solitudine e l’identità. Nel 2020 è finalista alla prima edizione di Exibart Prize.


Come mi iscrivo?

Chiamaci o manda una mail, saremo felici di rispondere a tutte le tue domande.

Serve una tessera?

Sì, per tutti i laboratori è obbligatoria la tessera Arci.
Vale come assicurazione personale, costa 10€ (5€ per i minori) ed è valida fino a ottobre 2022. Permette anche di avere sconti per cinema, librerie, teatri e negozi in tutta Italia.

I locali sono sicuri?

Tutte le sale nelle quali si svolgono i laboratori sono state sanificate da un’agenzia di pulizie professionale. I servizi igienici vengono puliti e sanificati giornalmente.

I pavimenti delle sale di lavoro verranno puliti con alcool dopo ogni utilizzo.

Si raccomanda ai partecipanti di:

  • arrivare muniti di Green pass e mascherina
  • lasciare che l’inserviente vi misuri la temperatura corporea (che dovrà essere inferiore a 37,5°C per poter partecipare all’attività)
  • lavarsi e igienizzarsi spesso le mani con i gel presenti in teatro
  • mantenere una distanza interpersonale di almeno 1 metro
  • riporre i propri vestiti in uno zaino (nel caso ci si voglia cambiare per l’attività)
  • per il laboratorio di Feldenkrais portare da casa il proprio tappetino


LABORATORI PASSATI

Primo incontro martedì 6 ottobre 2020, ore 20:30

VERSO IL TEATRO

“Andare verso” significa avere una direzione, avere la curiosità di scoprire cosa c’è lungo il cammino e non dare importanza solo all’ultima tappa.

Un testo letterario o teatrale porta alla luce uno specifico “clima scenico” e spinge a indagare delle “zone di azione”.
Attraverso brevi narrazioni orali, esercizi di composizione, scrittura e gestualità, accompagneremo il gruppo a capire cos’è una relazione all’interno di una situazione, come conquistarla sulla scena.
Prima di parlare di interpretazione, si dovranno integrare le parole con l’esperienza vissuta dalla corporeità.

INFO pratiche

  • Il laboratorio si svolgerà al Drama Teatro tutti i martedì dalle 20:30 alle 22:30
  • E’ rivolto a un massimo di 12 persone
  • Costo mensile: 60€

Primo incontro lunedì 5 ottobre

Questa pratica induce una metodologia in continua evoluzione, è un approccio che espande il repertorio di movimento di una persona, accresce la consapevolezza, migliora le funzioni del corpo e mette in grado la persona di esprimere sé stessa a pieno.

INFO pratiche

  • Il laboratorio si svolgerà al Drama Teatro tutti i lunedì dalle 17:00 alle 18:00
  • E’ rivolto a un massimo di 12 persone
  • Costo mensile: 50€

Cammino verso il teatro

Prime indicazioni: mercoledì 25 settembre, ore 21, Drama Teatro
Guida: Magda Siti

“Andare verso” significa avere una direzione, avere la curiosità di scoprire cosa c’è lungo il cammino e non dare importanza solo all’ultima tappa.

Un testo letterario o teatrale porta alla luce uno specifico “clima scenico” e spinge a indagare delle “zone di azione”.
Attraverso brevi narrazioni orali, esercizi di composizione, scrittura e gestualità, accompagneremo il gruppo a capire cos’è una relazione all’interno di una situazione, come conquistarla sulla scena.
Prima di parlare di interpretazione, si dovranno integrare le parole con l’esperienza vissuta dalla corporeità.


Cammino coreografico

Guida: Marianna Miozzo

Il cammino coreografico ci orienta verso la poetica dello spazio, del luogo e del paesaggio. È un gruppo di lavoro che si impegna a percorrere un viaggio che ha inizio dall’osservazione del proprio immaginario corporeo e fa esperienza delle sue potenzialità di comunicazione con l’esterno. Il gruppo si perderà nei dettagli del corpo così come in quelli dei luoghi per affinare lo sguardo, per poter cogliere con maggiore sensibilità la dimensione corporea della città e quella paesaggistica del corpo. Il programma si sviluppa attraverso delle pratiche sul corpo che si alternano tra lavoro in sala e in spazi esterni della città. Durante il cammino sono previsti interventi e incontri con esperti e artisti che possano nutrire l’esperienza guidata da Marianna Miozzo.

Il gruppo di lavoro sarà invitato a partecipare ad alcune azioni performative nell’ambito di Carta Coreografica progetto ideato e diretto da Marianna Miozzo che si svilupperà nell’arco dell’anno.


Lezioni di Metodo Feldenkrais®

Tutti i lunedì dalle 17:00 alle 18:00
Guida: Teri Weikel

Questa pratica induce una metodologia in continua evoluzione, è un approccio che espande il repertorio di movimento di una persona, accresce la consapevolezza, migliora le funzioni del corpo e mette in grado la persona di esprimere sé stessa a pieno.


Training per performer

Tutti i venerdì mattina dalle 10:30 alle 12:00
Conduce: Marianna Miozzo

Le lezioni hanno un approccio esperienziale al movimento e alla composizione coreografica sulle basi di princìpi anatomici, spaziali e di relazione.
Il training è rivolto a performer e a chi pratica discipline legate al movimento.

Coreografie di quartiere / summer workshop

Il laboratorio di danza sitespecific condotto da Marianna Miozzo prosegue nella forma del workshop intensivo.

21-22-23 giugno 2019

Gli spazi si misurano, i luoghi sono anche temi dell’accumulazione del passato. Pensati in questo modo, i luoghi sono essenzialmente spazi di incontro che vivono di sovrapposizioni, di co-presenze. Il luogo dunque è una realtà che va compresa, insieme allo spazio, attraverso la visione delle persone che gli hanno attribuito e gli attribuiscono un valore.


Limbo del Pacifico

Riccardo Palmieri di Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare e Stefano Vercelli di Drama Teatro, hanno proposto 2 incontri settimanali di lavoro per la realizzazione di uno spettacolo teatrale che avrà come base testuale il romanzo Venerdì o il limbo del pacifico di M. Tournier una rilettura del Robinson Crusoe di Defoe.

Primo gruppo (Robinson)
docente: Riccardo Palmieri
quando: martedì e giovedì di ogni mese, dalle 20:30 alle 23:30
dove: Čajka Teatro, via della Meccanica 19 (Modena)

Secondo gruppo (Venerdì)
docente: Stefano Vercelli
quando: lunedì e mercoledì dalle 20:30 alle 23:30
dove: Drama Teatro, via Buon Pastore 57 (Modena)

Il testo

Tournier ribalta i ruoli proposti da Defoe nel suo Robinson Crusoe, se Robinson incarnava la ragione nobilitando la ratio e a Venerdì era affidato il lato selvaggio e istintivo dell’uomo Tournier, con gioco di specchi, mostra come Robinson dopo un lungo processo non solo diventerà allievo di Venerdì ma alla fine sarà per lui come un fratello.

Diversi temi si incrociano nel lavoro dello spettacolo

– Il conflitto fra uomo e natura: l’uomo che assoggetta la natura e la trasforma per il suo utile.
– La trasformazione: Robinson diventa colui che non più dirige e organizza le cose, ma colui che impara e apprende.
– La relazione con l’altro: il diverso Venerdì considerato all’inizio come l’inferiore, l’animale, il bambino, fino a comprenderne l’innocenza allo stato puro, la capacità di una carità verso tutte le forme viventi, che simile al fanciullo, gioca con il mondo facendolo e disfacendolo, che conosce l’essenza di gioco della vita e sa rivelare la fraternità tra creazione e distruzione.
Ricreare sé stessi: Robinson che abolirà il suo vecchio “Io” dominatore e tornerà miracolosamente giovane.
– Il gioco: le strutture ludiche per ritrovare “momenti di innocenza”.


Danza – laboratorio di pratica permanente

Tutti i lunedì dalle 18 alle 20, tenuto da Marianna Miozzo

Acquisire personalmente conoscenza, fare esperienza di un percorso di ricerca sul corpo
per indagare possibilità inesplorate di movimento. La tecnica è uno strumento fondamentale per ampliare la percezione, il corpo è un fascio di forze in costante movimento. Tutto uno spazio da esplorare, moltitudini che si muovono e che si sovrappongono.
Il laboratorio si sviluppa sulle basi della tecnica floorwork, nozioni di partnering e pratiche d’improvvisazione. Condotto da Marianna Miozzo danzatrice, docente, coreografa.
Ai partecipanti al laboratorio sono offerte agevolazioni sugli spettacoli e gli incontri legati a danza e drammaturgia della rassegna La corsa di fuochi, workshop ed eventi promossi da Dancewoods e Artisti Drama nel corso dell’anno.


Per non recitare – laboratorio di teatro per amatori (chiuso)

Tutti i giovedì dalle 20:30 alle 22:30, tenuto da Stefano Vercelli

Si cercherà, nel tempo degli incontri, di arrivare in scena ad “essere” e non a sembrare o apparire. Qui di seguito due pensieri di Peter Handke tratti dalla piece teatrale Il gioco del chiedere del 1989 nella quale è esplicitata piuttosto bene la direzione che avrà il lavoro:

«Quand’ero studente, andavo spesso a teatro, e mi dava talmente sui nervi che mi sono messo a scrivere dei lavori teatrali. Mi irritava quel modo di raccontare le storie, quel far finta di, quella maniera di abusare dello spazio, delle voci, dei gesti, dei movimenti, dei costumi».

«Quando scrivo per il teatro ho sempre in testa questa visione: uno spazio, degli esseri umani, gli attori.  Io amo molto gli attori di teatro, penso spesso a loro, è un popolo.
Mi domando: cosa vogliono? Hanno qualche desiderio? Gli attori sono spesso molto intelligenti, molto teneri, e al tempo stesso infantili, ingenui. Quando scrivo delle piece penso agli attori, e a me stesso come spettatore. Vedo quello spazio li vuoto che è un poco a mia disposizione. Lo amo molto. Vorrei rinnovarlo, no, ritrovarlo, è la parola giusta. Ma non cerco di fare del teatro sperimentale, quello non mi attira per niente. Vorrei ritrovare una naturalezza. Qualche volta è possibile».

Per iscrizioni: info[at]dramateatro.it