Nervo Vago
testo, drammaturgia e regia Rita Frongia
con Isadora Angelini, Gianluca Balducci, Silvia Lodi, Giuseppe Semeraro
scene, ideazione luci, consolle e chitarrina Gianluca Balducci
voce/elaborazioni sonore Rita Frongia
produzione Principio Attivo, Artisti Drama
con il sostegno di Spazio Franco e Primavera dei Teatri

Facciamo finta che esista il teatro, ovvero che si possa creare una nuova dimensione dove – fra le altre cose – si muore per finta e il dolore è solo una posa; vero è che Nervo Vago è liberamente ispirato a Dimensions di Alice Munro: una storia finta dalle tragiche e innegabili corrispondenze con la realtà.
Facciamo finta che esistano i personaggi e che i nostri si chiamino Flora, Viola e Anteo; ora facciamo finta che i personaggi non esistano e che quindi un uomo con la chitarrina possa tranquillamente stare in questo giardino e suonicchiare all’occorrenza per “armonizzare il dolore con un accordo minore”, come dice il verso di una canzone.
Una trama da incubo per Flora, un incantesimo che solo l’azione performativa di un No può spezzare. Flora che non ha mai detto no, neanche da bambina.
In Nervo Vago facciamo finta che per uscire da un incubo basti una mano, un avambraccio, un braccio, due bracciate, tre bracciate, quattro.
Il nervo vago è il decimo nervo cranico, è chiamato vago perché è errante, è un filo che si ramifica e tiene insieme la voce, il ventre, il respiro e il cuore. Di fronte a un pericolo, il nervo vago può portare a reazioni di lotta, di fuga; ma se lo shock è molto forte, il nervo vago ci paralizza, ci spegne, come accade all’opossum che, di fronte al pericolo, finge di essere morto.
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Prossime date
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Date passate
5 luglio 2026, Pergine Festival
Press
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Lo spettacolo ha il sostegno di


