
Stelle fisse nella testa
gli infiniti mondi di Giordano Bruno e William Shakespeare
concept Angela Antonini e Paola Traverso, testo e regia Angela Antonini, collaborazione alla drammaturgia Paola Traverso, musiche originali live Alessio Ultimarata & Lorenzo Fusi
produzione Artisti Drama
ELPINO: Com’è possibile che l’universo sia infinito?
DE L’INFINITO UNIVERSO E MONDI
FILOTEO: Com’è possibile che l’universo sia finito?
Giordano Bruno si chiede – alla maniera di Amleto – come possa l’universo essere infinito. In un buio imperfetto, si dà voce e corpo ad un pensiero che ha cambiato il nostro modo di osservare il cielo: dalla cosmologia di Giordano Bruno all’umano teatro di William Shakespeare, dalla materia dei corpi celesti alla materia dei sogni.
Una piccola stella inchiodata al cielo racconta come è riuscita a liberarsi dalla prigionia di un pensiero gerarchico che racchiuse l’intero universo dentro sfere di cristallo affisse al cielo, costringendolo a un’eterna e divina immobilità.
Una minuscola stella allunga le sue punte nello spazio cercando di determinarne il confine, attraversa la materia incandescente alla ricerca di sé stessa e di altri innumerevoli mondi.
Le stelle sono migliaia di luci frammentate che ballano davanti a noi, i Soli sono migliaia di fuochi che si spostano all’improvviso, tutto si muove, la Terra gira e gira, nessuno è legato al centro dell’universo ma tutto respira ed è in movimento, ogni essere del cielo e della terra è fatto della stessa sostanza, una materia viva in continua mutazione. Occorre interrogare il grande libro della natura per ristabilire le corrispondenze interne che esistono tra mondo vegetale, animale e umano.
Occorre ritrovare un battito, un respiro, l’anima del mondo.
Questa breve storia interstellare ripercorre i nuovi modelli cosmologici tradotti nelle parole più belle del mondo, quelle dei poeti e dei filosofi più illuminati della nostra storia, in una relazione magica e sensoriale tra poesia e musica.
Un affascinante percorso che unisce l’astrofisica alla filosofia e al teatro, esplorando i confini tra parola-suono, voce-strumento, in una relazione liminale tra corpi celesti e corpi sonori. La performance è scandita dalle immagini che si muovono sullo schermo creando atmosfere che richiamano lo spazio cosmico, con le sue suggestive geometrie ed esplosioni di luce.
Prossime date
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Date passate
14 giugno 2024, Festival della biodiversità, Parco Nord, Milano
14-16 febbraio 2024, La corsa di fuochi, Planetario F. Martino di Modena

