La Città dei Miti

sabato 6 e domenica 7 maggio
Luoghi e orari specificati più sotto

La Città dei miti

progetto di Elena Cotugno e Gianpiero Alighiero Borgia testi Fabrizio Sinisi
arte drammatica e ricerca sul campo Elena Cotugno, Christian Di Domenico, Daniele Nuccetelli ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia produzione Teatro dei Borgia
in co-produzione con CTB – Centro Teatrale Bresciano
e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Vincenzo Casillo

La trilogia della compagnia Teatro dei Borgia si muove verso un’umanità emarginata: prostitute, poveri e malati, ma il fine degli spettacoli non è la denuncia sociale, bensì la ricerca sull’attivazione del mito, la cui componente tragica può esplodere solo calando il racconto in una situazione estrema.
La trilogia è un’azione d’arte politica che attraversa la città e accompagna gli spettatori nei luoghi dell’emarginazione, illuminando angoli del panorama urbano attraverso il cono di luce del Mito.

Per saperne di più sul progetto visita il sito di Teatro dei Borgia

sabato 6 e domenica 7 maggio, ore 17:30
Caritas, via dei Servi 18, Modena

Spettacolo riservato a massimo 35 spettatori per recita

Eracle, l’invisibile

da Euripide
con Christian Di Domenico parole di Fabrizio Sinisi e Christian Di Domenico consulenza sociologica Domenico Bizzarro spazio scenico Filippo Sarcinelli costumi Giuseppe Avallone e Elena Cotugno ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia in co-produzione con CTB – Centro Teatrale Bresciano
e Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il sostegno di Fondazione Vincenzo Casillo

Nelle mitografie tradizionali, Eracle è l’Eroe che, in ragione della sua forza, viene continuamente spinto dal clan a cimentarsi con la Natura e che, prova dopo prova, in essa si tempra. In Euripide invece le “prove” non sono percorso di maturazione né di espiazione, ma premessa della tragedia: Eracle non è colui che va messo alla prova, ma colui che è “provato”. TB ha individuato nell’Economia il corrispettivo della Natura, il territorio principale del cimento dell’Uomo contemporaneo.
Il lavoro narra di un buon padre di famiglia, un marito felice, la cui vita inciampa in un evento
imprevisto e si sgretola. Racconta, attraverso una vicenda piccola e intima, il confuso sentimento
di paura e rabbia che pervade la nostra società
, che in tanti casi deflagra in violenza.


sabato 6 e domenica 7 maggio, ore 19:30
Lo Spazio Nuovo, viale IV Novembre 40, Modena

Spettacolo riservato a massimo 35 spettatori per recita

Filottete dimenticato

da Sofocle
con Daniele Nuccetelli parole di Fabrizio Sinisi consulenza clinica Laura Bonanni spazio scenico Filippo Sarcinelli costumi Giuseppe Avallone e Elena Cotugno ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia

Nella tragedia di Sofocle, Filottete imbarcatosi con i suoi compagni per la guerra di Troia, soffre terribilmente a causa di una ferita infetta e maleodorante alla gamba. I suoi lamenti e il fetore sono insopportabili per Ulisse e il resto della ciurma, che decidono così di abbandonarlo sull’isola di Lemno. Dopo dieci anni, Ulisse stesso torna a cercarlo perché un oracolo ha rivelato che senza l’arco di Eracle da lui custodito, la guerra contro Troia non potrà essere vinta, ma dall’Abbandono non si torna indietro. L’orizzonte di ricerca del Filottete dimenticato di TB è appunto l’Abbandono: quello familiare, che segue il manifestarsi di una malattia incurabile, tanto spesso inevitabile, ma non per questo accettabile. TB si concentra così sulle demenze neurodegenerative e su questo tema sviluppa il lavoro sul campo insieme a Daniele Nuccetelli. TB lavora sullo scandalo del dolore e del corpo, il tabù della malattia, grande rimosso dalla visuale trionfalistica del mondo occidentale.
In un mondo che esige uomini felici e in salute, perfettamente funzionali al progresso economico, Filottete è il rimosso per eccellenza, l’espulso, il corpo dello scandalo.


sabato 6 e domenica 7 maggio, ore 20:45
Parcheggio in via Santi Venceslao 55, Modena

Spettacolo riservato a massimo 35 spettatori per recita

Medea per strada

da Euripide
con Elena Cotugno parole di Fabrizio Sinisi e Elena Cotugno spazio scenico Filippo Sarcinelli costumi Giuseppe Avallone e Elena Cotugno ideazione e regia Gianpiero Alighiero Borgia

Medea per strada non è semplicemente uno spettacolo: è un’esperienza che attraversa gli spettatori/partecipanti. TB ha provato a leggere e a raccontare, oltre la superficie, la storia di alcune migliaia di esseri umani partiti dai loro paesi con un sogno che all’arrivo in Italia si è rivelato un incubo. Nel grande mare del tema delle migrazioni, TB ha messo a fuoco il fenomeno che riguarda quelle donne, sconosciute eppure in qualche modo familiari, quasi elementi di un arredo urbano cui siamo assuefatti, che “lavorano” sulle nostre strade. Donne partite alla ricerca di una vita migliore che si sono ritrovate schiave nel racket della prostituzione. Il testo cui sono approdati Fabrizio Sinisi ed Elena Cotugno si pone nel solco delle libere riscritture del mito di Medea, rivela allo spettatore d’oggi la “tragedia dello straniero” con la forza del mito greco.


spettacolo successivo

spettacolo precedente

indietro alla stagione